Caposele, un adesivo con Qr code per promuovere ‘le matasse’

L’iniziativa è stata lanciata dal Comune di Caposele, tesa a valorizzare un prodotto tipico riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole, e nell’ottica dell’ampliamento dell’offerta turistica dell’Alta Irpinia e della Valle del Sele.

Il Comune di Caposele, con un attestato adesivo, ha voluto riconoscere ai ristoratori locali il merito di aver promosso e servito, nel corso dell’anno appena terminato, il piatto tipico: la Matassa. L’amministrazione ha voluto premiare tutti coloro che hanno contribuito al rafforzamento della qualità e della tradizione locale.

“È solo un modo semplice ed immediato per promuovere il nostro territorio e rafforzarci nel sempre più promettente turismo enogastronomico” annuncia il Vicesindaco Armando Sturchio, impegnato ad incentivare la promozione dei prodotti tipici locali e a rafforzare le politiche del turismo già intraprese dall’amministrazione comunale. La costruzione dell’offerta turistica, dunque, parte dalla valorizzazione delle tipicità: dopo le matasse, la pasta lavorata a mano tipica di Caposele, sarà la volta degli amaretti e dei mufflett, che rientrano nel novero del riconoscimento ministeriale come Pat- Prodotti agroalimentari tradizionale.

“La Matassa di Caposele è un piatto riconosciuto dal Ministero delle Politiche agricole e dalla Regione Campania che lo ha ufficializzato come P.A.T. attestandone la tipicità e l’originalità” continua Sturchio. “Per questo è stato disposto un Qr code sulla grafica disposta dal Comune, e avvicinando la fotocamera del telefonino, ognuno sarà indirizzato alla pagina dedicata del sito della Regione Campania con le ulteriori informazioni aggiuntive”.

 

L’adesivo disposto dal Comune sarà affisso all’ingresso del ristorante, pizzeria, trattoria, agriturismo preferito, “dove sarà possibile degustare la Matassa di Caposele tutto l’anno, in attesa del 9 agosto, quando, con la Pro Loco di Caposele, la festeggeremo con la Sagra più antica e longeva d’Irpinia e della Valle del Sele”

fonte: www.nuovairpinia.it